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Lettere ai monaci

della città di Kozelsk

 

Caro, stimatissimo padre Meletio!

Anche se le decisioni di Dio sono nascoste a noi, le cose utili a chi si vuole salvare, il Signore le ha rivelate ai Suoi santi, e loro hanno scritto tanto per la nostra consolazione e la nostra edificazione.

E così, i santi ci spiegano che, negli ultimi tempi il monachesimo non ci sarà proprio oppure da qualche parte ci sarà apparentemente, ma senza alcuna attività monastica.

Non ci saranno atti ascetici propri in quelli che cercano il Regno di Dio. Si salveranno solo con la pazienza dei dolori e delle malattie. Perché non ci saranno atti ascetici? Perché nelle persone non ci sarà lumiltà, e senza umiltà gli atti ascetici porteranno più male che bene, possono anche far rovinare una persona, poiché senza volerlo evocano unalta mentalità di sé stessi e fanno accrescere la superbia. Solo con la guida di persone spirituali molto esperte si potrebbero permettere questi o quelli atti ascetici, ma ora non ci sono, non si trovano. La guida ora è lo Stesso Signore, e in parte alcuni libri, chi li ha e li capisce. Come ci guida il Signore? Permette le persecuzioni, le offese, le malattie, una lunga vecchiaia con difficoltà e debolezze.

Nella parabola del padrone, che aveva assunto dei lavoratori, si dice che, quelli che sono venuti alle 11 ottenevano lo stesso compenso di quelli che stavano lì da tutto il giorno e anche prima di loro. Questa parabola si può applicare a noi, moderni monaci e cercatori del Regno di Dio, che abbiamo trascorso tutto il giorno della vita terrestre in modo negligente. Ma, per la Sua estrema misericordia, il Signore ci chiama a lavorare nella sua vendemmia nellultima parte della nostra vita, con la pazienza verso la vecchiaia, le malattie, la perdita delle persone care e le loro sofferenze. Se sopportiamo queste difficoltà senza mormorii, allora anche noi saremo accreditati di questo breve periodo di sofferenze, come lavoratori dellundicesima ora, come se noi avessimo compiuto buone azioni tutta la vita.

Per di più, Antonio Il grande, il santo Iskhirion e altri santi affermano, che coloro che si salveranno negli ultimi tempi senza mormorii con la pazienza delle malattie, saranno glorificati più dei Padri antichi.

Il Venerabile Serafino di Sarov taumaturgo, in accordo con gli antichi santissimi Padri, diceva che se la persona sapesse quali beatitudini sono pronte a chi si salva, si accorderebbe a vivere mille anni in una cella, piena di rettili, che rosicchiano il suo corpo, solo per non perdere il benessere futuro2.

Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita. Che il Signore vi aiuti a portare fino alla fine le croci che vi ha mandato. Amen. 


 

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Caro, padre Meletio!

Ho ricevuto la vostra lettera. Scusatemi che a lungo non vi ho risposto. Prima il lavoro, poi i viaggi, e così è passato parecchio tempo, e soprattutto, trovo difficile scrivervi, perché siete più esperto, avete sperimentato di più, sapete di più. Cosa può dire di utile o confortante una persona, che ha sempre vissuto nel caos e volontà propria? Ma a vostra richiesta proverò a dirvi ciò che mi sconvolge e mi tranquillizza: un immenso universo creato da Dio quantè grande la potenza di Dio?! Tutto nelluniverso, nel complesso e nel particolare (ad esempio nellorganismo umano) si trova in una meravigliosa armonia quale devessere la saggezza di Dio?! Se tutto è in armonia nel mondo, creato da Dio, allora ci devessere armonia (cioè adeguatezza) anche nelle proprietà di Dio. E come sono la potenza e la saggezza di Dio, così è il cuore di Dio, cioè lamore di Dio.

Questo incredibile amore lo vediamo e sentiamo nellincarnazione del Figlio di Dio Gesù Cristo, nel ricevere gli sputi, percosse, vari insulti e, alla fine, la crocifissione. Inconcepibile, è infinitamente grande lamore di Dio. Tutto il mondo Angelico ha avuto lo sgomento vedendo lincarnazione e la crocifissione del Creatore del mondo per amore, al decaduto genere umano.

Lapostolo Giovanni afferma con lo Spirito Santo, che Dio è Amore, e non ha solo amore, anche se è infinitamente grande.

La carità tutto perdona, secondo le parole dellapostolo Paolo. Copre anche i nostri peccati, difetti, debolezze, impazienza, mormorii e altro.

Basta solo che chi crede in Gesù Cristo sia consapevole delle proprie debolezze e i propri peccati e chieda perdono, che lamore di Dio pulisce e cura tutte le ferite derivate dai peccati. I peccati di tutto il mondo affogano nel mare dellamore di Dio, come un sasso gettato nellacqua.

Non ci devessere spazio per lo scoraggiamento, la disperazione, lo sconforto! Il Signore ha unito con lessenza divina la natura umana, ha lavato con il Suo Sangue i peccati di tutta lumanità credente, ha preso in adozione le persone decadute, le ha alzate in cielo, facendole partecipi della vita e gioia Divina, gioia nei secoli.

Le sofferenze, malattie, difficoltà della vecchiaia terrestri ci renderanno felici nella vita del mondo che verrà. Se il Signore ha sofferto per noi, come possiamo noi non essere partecipi almeno in minima parte delle sofferenze di Cristo?! La nostra anima, immagine di Dio, vivente in noi, desidera essere partecipe delle sofferenze di Cristo, solo le nostre viltà e debolezza hanno paura di loro, anche se le forze, forse ci sarebbero per la pazienza.

E così il Signore per amore verso di noi manda a ciascuno delle sofferenze e malattie non volute, secondo le nostre forze, ma ci dà anche la pazienza, per rendere anche noi partecipi delle Sue sofferenze. Chi qui non ha sofferto per Cristo, quello avrà la coscienza che si morderà nella vita del mondo che verrà perché si poteva mostrare il proprio amore verso Cristo con la pazienza delle sofferenze, e non ha fatto questo, perché cercava di evitare e scappare dalle varie sofferenze.

La coscienza ci morderà, per non aver risposto con amore allamore di Dio.

Ringrazieremo il Signore con tutto il cuore per tutto ciò, che Lui riterrà opportuno inviarci. Non nella rabbia, né per punizione il Signore ci manda le sofferenze e le malattie, ma per amore verso di noi, anche se non tutte le persone e non sempre lo capiscono. Per questo si dice: in ogni cosa rendete grazie. Bisogna lasciarsi andare con tutta lanima alla volontà di Dio, che ci salva, ci ama, che desidera attraverso piccole sofferenze della vita terrena portarci alla beatitudine eterna, nella gloria dei figli di Dio.

Così sia e sarà con tutti noi. Amen

Scusate, caro padre, che mi sono permesso di scrivere qualcosa. Che il Signore susciti la gratitudine nel Vostro cuore verso Lui, una grandissima reverenza e la piena devozione verso la Sua santa volontà con la prontezza di superare tutto per amore verso di Lui.


 

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Cara madre Valentina, grazie per la memoria e i buoni auguri.

Sempre di più mi si apre la profonda caduta dellumanità, e da qui il significato del Salvatore Signore Gesù Cristo. Dalle azioni non si salverà nessuna anima, lunica salvezza Cristo, che salva quelli che credono in Lui e comprendono la necessità del Salvatore, cioè ritiene sé stesso peccatore, indegno del Regno di Dio. Questi peccatori è venuto a chiamare Gesù Cristo al pentimento e alla salvezza.

Tutto il secondo volume dei libri del santo Ignatiy (Bryancianinov) si riferisce alla preghiera in generale e alla preghiera di Gesù. Leggete un po i detti dei Padri in OTECNIK, di Ignatiy (Bryancianinov). Questo libro rinfresca molto.

Che il Signore benedica tutte voi, vi illumini e vi consoli.

Volevo finire qui la lettera, ma ho deciso di scrivere qualche altra parola.

Tutta lumanità e ogni persona si trovano in una profonda caduta e rovina, e da sola la persona non può cambiare sé stessa, salvarsi, e diventare degna del Regno di Dio. Il Signore Gesù Cristo corregge la persona, per questo è venuto sulla terra, ma corregge quelli che credono in Cristo e capiscono la propria rovina, o, come noi siamo più abituati a dire, la propria peccaminosità. E così il Signore dice: Non sono venuto a chiamare i giusti (cioè quelli che si ritengono giusti, buoni), ma i peccatori al pentimento, proprio quelli che hanno visto la propria rovina, peccaminosità, la propria impotenza nel cambiare sé stessi, e che si rivolgono al Signore Gesù Cristo per aiuto, o meglio, imploranti il Signore la grazia, la purificazione dalle ulcere peccaminose, la cura dalla malattia spirituale e la concessione del Regno di Dio esclusivamente per misericordia di Dio, e non per qualche nostra buona azione.

Colui che cammina bene sul sentiero spirituale comincia a vedere in sé sempre più peccati, finché finalmente con la vista spirituale non vedrà tutto sé stesso nel peccato, nella malattia spirituale, sentirà con tutto il cuore che lui è sporcizia e impurità, che non è degno nemmeno di invocare il nome di Dio, e solo, come il pubblicano, non osando alzare lo sguardo in alto, con tutto il dolore del cuore dirà: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Trovandosi molto tempo in questo stato spirituale, la persona a suo tempo uscirà da questo stato assolto, come è uscito il pubblicano.

Se la persona si ritiene buona e alcuni suoi, seppur gravi, peccati casuali, nei quali non è tanto lui il colpevole, quanto lo sono più alcune situazioni esterne, o persone, o demoni, e lui è poco colpevole, allora questo stato è falso, è un chiaro stato di inganno nascosto, dal quale ce ne liberi tutti il Signore.

Per andare sul percorso giusto, serve controllarsi, confrontare i propri comportamenti, parole, pensieri, inclinazioni e così via con i comandamenti di Cristo, non giustificandosi in nulla, cercando di cambiare sé stessi, per quanto possibile, non accusare né condannare gli altri, pentirsi davanti al Signore, essere continuamente umili davanti a Dio e alle persone allora il Signore gradualmente rivelerà a questa persona la sua caduta, la sua corruzione, il suo debito non saldato. Uno deve restituire 500 denari, un altro 50, ma entrambi comunque non avevano con che pagare.

Serve, che il Signore per Sua misericordia, perdonasse a entrambi. Significa, che non cè un uomo giusto, che non avrebbe bisogno della misericordia del Salvatore.

Ed ecco la saggezza di Dio! Un chiaro peccatore può riconciliarsi più facilmente, avvicinarsi a Dio, e salvarsi, che apparenti uomini giusti. Per questo il Signore Gesù Cristo ha detto che pubblicani e peccatori precedono molti apparenti uomini giusti nel Regno di Dio.

Per la grande saggezza di Dio i peccati e i demoni contribuiscono allumiltà delluomo, e attraverso questo ottenere la salvezza. Ecco perché il Signore ha ordinato di non strappare le erbacce vicine al grano: senza le erbacce, sarebbe facilmente comparso lorgoglio e Dio si oppone allorgoglio. Orgoglio e alta considerazione di sé sono la rovina per la persona.

Qual è la conclusione di quanto detto? Essere consapevole della propria debolezza e peccaminosità, non condannare nessuno, non giustificatevi, siate umili, e il Signore Vi ascenderà a suo tempo.

O Dio, abbi pietà di noi peccatori. Scusatemi e pregare per me.

 

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Cara, madre Valentina!

Cercate invece, anzitutto, il Regno di Dio e la Sua giustizia. È con la sua forza che luomo si assicura ciò che gli serve? Se faticate fisicamente, dovete faticare anche spiritualmente. Anche il proprio cuore si deve coltivare come lorto, anzi di più. Se luomo paga i lavoratori salariati, davvero il Signore lascerà senza paga quelli che lavoreranno per Lui? E come lavorare per Lui questo lo sapete tutti. Bisogna pregare, controllarsi, lottare contro i cattivi pensieri, non litigare per le piccole cose, cedere al prossimo, anche se la faccenda dovesse soffrirne (dopo vincerete molto di più), riconciliarsi più velocemente, aprire i propri pensieri, fare la comunione più spesso e così via.

Si può associare con il lavoro? Se per debolezza non tutto, si può comunque fare molto. E nel non fare bisogna almeno affliggersi e attraverso questo ottenere lumiltà, ma mai giustificarsi, poiché attraverso lautogiustificazione ci priviamo della possibilità della crescita spirituale. Se non facciamo ciò che dobbiamo, non sopportiamo le offese e i dolori, e attraverso questo non ci rattristiamo e diventiamo più umili, allora non so più cosaltro dire. In cosa saremo meglio dei non credenti allora? Per questo vi prego tutti: sopportate le offese, i rimproveri, le ingiustizie umane, portate le difficoltà luno dellaltro, per poter almeno in questo modo colmare le mancanze dellesercizio spirituale. Limportante bisogna comprendere che siamo degni di tutti gli insulti e le afflizioni (noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni).

Voi sapete che negli ultimi tempi si salveranno attraverso le afflizioni. Siamo forse esclusi da questa legge? Non a caso i santi Padri consigliavano spesso, tutti i giorni più volte al giorno, di ricordare la morte, il Giudizio, la necessità di dare il resoconto al Signore per ogni azione, parola, pensiero, malizia, per lattaccamento al mondo, per la vanità, per tutto quanto è segreto, visibile solo al Signore e alla nostra coscienza. E voi ricordatevene più spesso.

Che il Signore vi benedica tutti.

 

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Cara madre Valentina!

Ho ricevuto la vostra lettera. Vi ringrazio tutti.

Cara madre Valentina, più luomo è effettivamente vicino a Dio, e non teoricamente, più si sente indegno, peccaminoso, peccaminoso più di tutti gli uomini. Così si sentivano i santi Padri. Gli esempi sono tanti, voi ve li ricordate.

Il pubblicano si sentiva peccatore per un altro motivo. Ma ha capito la sua peccaminosità, non si è giustificato e chiedeva solo misericordia e perdono da Dio, e li ha ottenuti. Tutte le persone hanno un debito non saldato davanti a Dio. Nessun atto ascetico può ripagare questo debito. Lo stesso Signore dice, così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato (cioè tutti i comandamenti), consideratevi servi inutili, che devono fare tutto ciò, che gli ordina il padrone. Significa che noi, continui violatori dei comandamenti, dobbiamo avere lo stato dellanima come ce laveva il pubblicano. Non bisogna cercare dentro di noi qualcosa di dignitoso, indipendentemente da quali siano i sacrifici che facciamo. Siamo sempre servi indegni. Solo la misericordia di Dio perdona chi si pente e fa entrare nel Regno di Dio.

Ecco perché la ricerca degli alti stati spirituali è vietata dai santi Padri e dal Signore. Tutto il nostro lavoro ascetico interiore deve concentrarsi sul pentimento e su tutto ciò che aiuta il pentimento, e quello che viene da Dio, ci verrà quando il posto sarà pulito e se il Signore lo vorrà. Se nellasceta non cè un vero sentimento di peccaminosità e cuore umile, questasceta sicuramente si troverà nellinganno. Soprattutto chi è nello stato dellassidua preghiera, deve avere la preghiera e lafflizione del pubblicano, altrimenti sarà ingannato dai demoni, avrà un alto pensiero di sé, vanità e cadrà nellinganno. Che il Signore ci liberi da ciò.

Ecco la risposta al vostro desiderio di sapere cosa significa avere lo stato del pubblicano. Il Signore con la parabola sul fariseo e il pubblicano ha mostrato come si dovrebbe pregare e con quale stato danima, e come non si dovrebbe (lo stato del fariseo). Dopo larrivo del Salvatore e la Sua passione, la preghiera del pubblicano è stata sostituita dalla preghiera di Gesù dai santi Padri. Il senso è lo stesso.

 

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Vi auguro la pace, la pace di Dio, che trascende tutta la comprensione e che unisce luomo a Dio. E affinché questa pace illumini luomo, bisogna lavorare per ottenere lo stato pacifico dellanima, nella pazienza dei difetti luno dellaltro, nel perdono a tutti di tutte le offese.

Portate i pesi gli uni degli altri: così adempirete la legge di Cristo, e chi ha compiuto il comandamento di Cristo entrerà nella pace di Cristo, più alta della comune comprensione umana. Questa pace rende luomo insensibile ai dolori e alle sofferenze terrene, spegne qualsiasi interesse verso questo mondo, fa attrarre luomo verso il Cielo, fa nascere nel cuore lamore verso tutti, che copre tutti i difetti del prossimo, non li nota, fa sì che compatiamo laltro, più che noi stessi. A questa pace sono chiamati tutti i credenti in Cristo, soprattutto i monaci.

E se non cè niente di tutto ciò, allora per lo meno piangeremo davanti a Dio, che siamo miseri, poveri, nudi da tutto il buono e smetteremo di condannare e rimproverare lun laltro, essendo noi stessi indegni, trovandoci nel pericolo di essere rifiutati dal Signore. Noi abbiamo voluto guarire Babilonia, ma essa non è guarita (Geremia 51; 9). Ci sopporterà ancora a lungo il Signore? Lamore di Dio è unito anche con la verità di Dio, per la quale Adamo è stato cacciato dal Paradiso, avvenuto il Diluvio, bruciati Sodoma e Gomorra, crocifisso il Signore per i nostri peccati.

Saremo umili luno davanti allaltro e davanti al Signore, e piangeremo le nostre incurabili ferite, e secondo le nostre forze ci solleciteremo nellamore luno verso laltro. Allora per lumiltà e la pazienza degli altri il Signore sopporterà anche noi secondo la legge: con la misura con la quale misurate, sarete misurati voi. E se ci consegneremo alle passioni senza lottare, cosa ci aspetta, se non il rifiuto? Il Regno di Dio è il regno della pace, dellamore, della felicità, della mitezza e così via, mentre con le qualità opposte non saremo ammessi nel Regno di Dio. Bisogna cambiare sé stessi, piangere la putrefazione della propria anima e implorare, come il lebbroso, affinché il Signore ci guarisca e purifichi. Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi saranno aperte le porte del pentimento, del pianto, dellumiltà dai quali nasceranno la pace e la salvezza. Così sia!

Vi auguro tutto il meglio, temporaneo ed eterno, che il Signore vi illumini e vi rafforzi nella lotta contro il nemico, e vi aiuti a vincerlo con lumiltà e la contrizione del cuore.

Siate sani. Che il Signore benedica tutti voi. Un saluto a tutti. Perdonatemi, e che il Signore vi perdoni, abbia pietà di voi e vi benedica!

 

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Come stanno Mariscia e Katia? Che facciano in modo di non esagerare troppo con il lavoro. E un peccato. Bisogna fare tutto secondo le proprie forze. Per le cose corporee usano tutte le forze, mentre per lanima rimangono solo alcuni sonnolenti minuti. Mica è possibile fare così? Bisogna ricordare le parole del Salvatore: Cercate invece, anzitutto, il Regno di Dio e così via. E un comandamento come lo sono non uccidere, non fornicare e così via. La violazione di questo comandamento spesso fa più danni allanima, che una caduta casuale. In maniera impercettibile rende fredda lanima, la tiene nellinsensibilità e spesso la porta alla morte spirituale: lascia che i morti seppelliscano i loro morti, morti nellanima, senza sentimento spirituale, senza calore nel seguire i comandamenti, né caldi, né freddi, che il Signore minaccia di espellere dalla Sua bocca. Almeno una volta al giorno per qualche minuto bisogna mettersi davanti al Signore, come se noi fossimo morti e al quarantesimo giorno siamo davanti al Signore e aspettiamo il verdetto, dove ci manderà il Signore. Pensando mentalmente di essere davanti al Signore in attesa del giudizio, piangeremo e imploreremo la misericordia di Dio di avere pietà di noi, ad essere indulgente sul nostro enorme impagabile debito. Consiglio a tutti di prendere questabitudine come continua fino alla morte. Meglio la sera, ma si può in qualsiasi orario, concentrarsi con tutta lanima e implorare il Signore di perdonarci e avere pietà di noi; ancora meglio farlo qualche volta al giorno. Questo è un comandamento di Dio e dei santissimi Padri, prendetevi cura della vostra anima almeno un po. Tutto passa, la morte è alle spalle, e noi non pensiamo minimamente con cosa compariremo in giudizio e cosa deciderà su di noi il Giusto Giudice, che sa e ricorda ogni nostro movimento anche il più piccolo dellanima e del corpo dalladolescenza alla morte. Che cosa risponderemo?

Per questo i santi Padri piangevano qui e imploravano il Signore per il perdono, per non piangere in Giudizio e nelleternità. Se loro avevano bisogno di piangere, allora noi, dannati, perché ci riteniamo buoni, viviamo con noncuranza e pensiamo solo alla vita mondana? Perdonatemi, che vi insegno e non faccio nulla.

Il punto è che, leggiamo e sappiamo cosa bisogna fare, ma non facciamo nulla. Aspettiamo che qualche signore faccia per noi. Ma potremmo ottenere il destino di un albero di fico sterile. Maledetto colui, che fa le cose del Signore con trascuratezza. E noi come facciamo le cose per la nostra salvezza? Come preghiamo, come eseguiamo i comandamenti, come ci pentiamo e così via? La scure è posta alla radice degli alberi. Perdonatemi e pregate per voi e per me. Un saluto e la benedizione di Dio a tutti. Scrivete.

 

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Pace e salvezza a voi da Dio!

Ho ricevuto la vostra lettera. Il Signore vi ha visitato con la malattia, certamente, perché era necessaria per la vostra salvezza. Dobbiamo entrare nel Regno di Dio attraverso molte tribolazioni così è la legge spirituale. Gli apostoli, i martiri, i venerabili, tutti i santi sono entrati nella gloria attraverso molte grandi afflizioni. Il Signore corregge colui che Egli ama e percuote chiunque riconosce come figlio. E chiaro che non cè altro percorso verso il Regno di Dio, che un percorso stretto, portando la vostra croce, per questo anche voi non dovete abbattervi per le malattie e le debolezze, ma rallegrarvi nello spirito, consolatevi mentalmente, che il Signore è diventato più vicino ora, e in futuro vi farà Suoi figli, se rimarrete fedeli a Lui fino alla fine e senza lamenti porterete tutto ciò che è doloroso, che Lui riterrà necessario mandarvi. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarò salvato.

Bisogna invocare più spesso il nome di Dio, mettersi davanti a Dio e chiedere la pazienza, quando la situazione diventa troppo pesante. Bisogna guardarsi dal lamento come dal serpente velenoso. Il cattivo ladrone con il lamento e la bestemmia non solo ha aumentato le proprie sofferenze, ma è morto per sempre, mentre quello buono con coscienza, che riceve degnamente secondo quanto fatto, ha ammorbidito le sofferenze e ottenuto il Regno di Dio.

Nella preghiera mattutina del venerabile Macario il Grande si dice: Dio, purifica me peccatore, perché non ho mai fatto qualcosa di buono davanti a Te. Se così si sentivano i grandi taumaturghi di Dio, cosa noi dovremmo sentire, su cosa possiamo sperare? Ci resta solo la misericordia di Dio. Dimenticate tutte le proprie buone azioni, noi dobbiamo dire con tutto il cuore, come il pubblicano: O Dio, abbi pietà di noi peccatori! E se il pubblicano solo per questa preghiera è stato assolto da tutti i suoi peccati, è chiaro, che anche noi dobbiamo credere, che il Signore avrà pietà anche di noi, se pregheremo con tutto il cuore come il pubblicano. Così ci insegna il Signore Gesù Cristo: pregare e sperare nella misericordia di Dio. Nessuna malattia impedirà di potersi rivolgere con pentimento al Signore dal profondo dellanima per almeno alcune volte al giorno.

Non cè stato caso, che il Signore abbia mai rifiutato a un penitente nel perdono. Il Signore non ci perdona, solo quando noi stessi non perdoniamo gli altri. Perciò facciamo pace con tutti, affinché anche il Signore faccia pace con noi. Perdoniamo a tutti, affinché anche il Signore ci perdoni.

Che il Signore vi protegga, che vi dia la pazienza e la preghiera e attraverso loro la gioia spirituale, che supera tutte le malattie corporee e tutte le afflizioni di questo mondo transitorio.

La fine è vicina, non preoccupatevi di niente. Rinforzatevi e che il vostro cuore si rafforzi.

 

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Il Signore vuole la salvezza per ogni uomo. Ma non ogni uomo vuole la salvezza in realtà. A parole tutti vogliono la salvezza, ma in realtà rifiutano la salvezza. Come la rifiutano? Non con i peccati, poiché ci sono stati grandi peccatori, come malfattori, come Maria dEgitto e altri. Loro si sono pentiti dei loro peccati e il Signore li ha perdonati; in questo modo hanno ottenuto la salvezza. Ma perisce colui che pecca e non si pente, e si giustifica da solo nei peccati. E la cosa più terribile, la cosa più funesta.

Il Signore dice: Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori al pentimento. Cosa significa? La Parola di Dio dice che: Nessuno fa più il bene, neppure uno; sono tutti corrotti. Siamo tutti peccatori, e più una persona è santa, più vede dentro di sé i peccati. Il Signore è arrivato per chiamare al pentimento e attraverso il pentimento salvare i peccatori, cioè quelli che sono coscienti dei propri peccati, si pentono davanti al Signore e chiedono il perdono. Mentre quelli che non vedono i propri peccati, o malignamente si giustificano da soli, quelli il Signore li respinge da sé. Così il Signore ha respinto e accusato, quando era ancora sulla terra, i farisei, che si consideravano giusti, addirittura esempio per gli altri. E una condizione terribile. Che Dio liberi da ciò ogni uomo.

Il venerabile Sisoes il Grande chiedeva agli Angeli che erano venuti per la sua anima, di pregare affinché il Signore lo facesse vivere ancora un po per pentirsi.

Il venerabile Pimen il Grande diceva: Credetemi, fratelli, dove ci sarà satana, lì ci sarò pure io, lì sarò mandato anche io. Ma lui (Pimen il Grande) resuscitava i morti. E così tutti i santi fino alla propria morte piangevano per i propri peccati, il proprio impagabile debito davanti a Dio.

Mentre noi per amor proprio nascondiamo i nostri peccati, ci giustifichiamo, maliziamo, quando con una gamba già siamo nella tomba. Mariscia, lo ripeto ancora una volta: esamina tutta la tua vita, pentiti di tutto, di tutto ciò di cui sei cosciente. Chiedi con le lacrime, come chiede la Santa Chiesa, con profondi inchini: Concedimi di vedere i miei peccati. Se luomo non vede i propri peccati, questo non vuol dire che lui non li ha. Questo significa che non solo luomo è nel peccato, ma anche nella cecità spirituale, se il confessore o una persona estranea ci accusa nei peccati, noi non dobbiamo giustificarci, ma implorare il Signore, affinché ci faccia vedere i nostri peccati, ci faccia pentire in essi prima dellarrivo della morte e ottenere, qui sulla terra, il perdono.

Prima che sia tardi, occupati della tua anima. Smettila di preoccuparti troppo inutilmente, chiedi al Signore di farti vedere i tuoi peccati e pentirti in essi. Te lo dico di nuovo: se non hai coscienza dei tuoi peccati, questo non vuol dire che tu non li hai.

Lautogiustificazione e comportarsi da fariseo ti guidano verso il fondo d;ellinferno. Salvati! La benedizione di Dio a te e a Katia. Salvatevi!

Non addoloratevi, cercate di riappacificarvi più velocemente, se il nemico vi inganna.

 

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Già ti stai disperando e perdendo per delle piccole tentazioni. E il Signore che permette che ciò avvenga, affinché tu comprenda le tue debolezze e capisca quante cose si nascondono nellanima delluomo, quale fatica bisogna fare, per purificarsi dalle passioni e diventare il tempio del Dio vivente e ottenere la salvezza. Quando si rivelerà tutta la debolezza delluomo, allora cadrai davanti al Signore e dal profondo del cuore Lo supplicherai come lo faceva lapostolo Pietro mentre annegava. Allora riceverai laiuto dal Signore e capirai, che il Signore è veramente vicino a chi invoca il Suo nome con tutto il cuore, e con gratitudine cadrai ai Suoi piedi e piangerai per tutti i tuoi peccati, con i quali hai offeso Dio. A quel punto diventerai più umile di cuore, smetterai di giudicare gli altri e comincerai a preoccuparti che il Signore perdoni i tuoi vecchi peccati e in seguito non permetta di offenderLo con la violazione dei comandamenti. Capirai anche come è futile tutto ciò che è terreno, che il tuo attaccamento alla terra, i litigi, i dispiaceri per le cose, fatti e parole è tutto così insignificante, che non ne vale la pena affliggersi per tutto ciò, litigare e per questo perdere la pace dellanima, e forse anche la salvezza.

Ecco, tu hai capito cosa vuole dire la parola madre, cosè la malinconia, la gelosia e così via. E se il Signore ti avesse aperto fino in fondo la tua anima, allora, forse, ti saresti disperata. Ma tutte le cose cattive, le passioni, le insidie demoniache, tutti i dolori e le sofferenze tutto si vince con lumiltà. E lumiltà si manifesta quando noi, con tutto il cuore, come il buon ladrone, diremo al Signore: Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni, Gesù, ricordati di noi, quando entrerai nel Tuo Regno.

Ecco, se noi riusciamo a dire così in tutte le situazioni della vita, non ci lamenteremo né contro il Signore, né contro le persone, allora sarà subito più facile per noi e saremo sul percorso spirituale giusto. Anche se abbiamo mormorato contro qualcuno, bisogna essere ancora più umili e dire: Signore, in verità io non sono nulla, solo Tu puoi salvarmi. Se vuoi puoi purificarmi, ha detto il lebbroso che aveva perso ogni altra speranza di cura e allora ha sentito dal Signore: Lo voglio, purificati, e il Signore, dopo averlo toccato, lo ha guarito.

E così anche noi, dopo esserci resi conto dal profondo della nostra anima la nostra impotenza e povertà spirituale, ci rivolgeremo al Signore, al nostro Unico Salvatore, e con cuore contrito e umile Gli diremo: Signore, se vuoi puoi guarirmi e salvarmi. e riceveremo la risposta dal Crocifisso per noi Signore: Lo voglio, purificati. La nostra anima sentirà chiaramente questa risposta e riceverà la forza per sopportare con gratitudine tutte le afflizioni della vita terrena, come il ladrone senza mormorii era ancora appeso sulla croce fino a sera nelle terribili agonie. Che il Signore ti aiuti, cara Mariscia, a capire questo, essere umile e lasciarti andare nelle mani di Dio. Ripeti in continuazione: Signore, che sia fatta la Tua santa volontà; Signore, fai con me, quello che vuoi, solo non farmi lamentare contro di Te, solo salvami.

Tu ancora hai solo letto e sentito della lotta spirituale, del pianto, delle sofferenze del cuore. Il Signore ti permette di conoscerti per esperienza e determinarti: sopporterai senza lamenti e ringrazierai il Signore oppure ti lascerai andare ai lamenti, e poi, ancora peggio, alla disperazione.

Decidi da sola. Dai il sangue e ottieni lo spirito. Il tempo dellinfanzia è passato, è ora di passare alle cose per adulti. Dio non disprezza il cuore contrito e umile, alla persona umile e saggia, le reti diaboliche non si avvicinano nemmeno (visione del venerabile Antonio il Grande sulle reti).

Se ti lasci andare ai mormorii, comincerai ad accusare le persone e le situazioni, e da qui passerai ai mormorii contro Dio e potresti arrivare alla disperazione, da cui ti salvi il Signore.

Che il Signore ti dia la pace dellanima, lumiltà e lintelligenza spirituale. Che il Signore ti dia la pazienza e la forza di sopportare le difficoltà e le tue passioni, e le passioni di quelli con i quali ti incontri.

Perdonami, se ti ho offeso in qualche modo. Vivi in pace con Katia, utilizza tutte le tue forze in questo. Ti ricordo, perché te lho detto più volte, che la tua salvezza è collegata con Katia. Lasciala fare in tutto, anche se la faccenda dovesse soffrirne. Di quale utilità può essere alla persona, se ottiene tutto il mondo, ma perde la sua anima. E così anche tu non far del male alla tua anima per delle piccole cose. Conserva la pace e sappi, che, così come le passioni sono dentro di te, così sono dentro di lei, e per lei è ancora più difficile lottare, che per te. E se tu la consolerai e non la accuserai, allora anche il Signore consolerà te e non ti accuserà.

Mi dispiace per te, ti comprendo e chiedo il Signore affinché ti aiuti a sopportare più facilmente le tentazioni. Un uomo non tentato è un uomo inesperto. Esaminati e non vantarti, che in te non cè questo o quello. In te cè tutto, solo che non ti si è aperto, mentre per le parole orgogliose o non sagge soffrirai in ciò, in cui ti sei vantata o hai detto non saggiamente.

 

*****

 

Pensa più spesso alla morte e a chi ti incontrerà lì. Ti possono incontrare gli Angeli della luce, oppure possono circondarti quelli oscuri, i demoni malvagi. Da un solo sguardo su di loro si può impazzire.

La nostra salvezza consiste in questo, per salvarci, cioè non cadere nelle mani dei demoni, ma liberarci da loro ed entrare nel Regno di Dio, nelleterna ed incomprensibile, sulla terra, felicità e beatitudine. Serve faticare qui, ne vale la pena. I demoni sono orgogliosi e possiedono gli orgogliosi questo significa che dobbiamo essere più umili. I demoni sono rabbiosi, quindi dobbiamo cercare di essere miti, affinché non ci possiedano come simili a loro nellanima. I demoni serbano rancore, non sono misericordiosi, significa che dobbiamo perdonare più velocemente e riappacificarci con quelli che abbiamo offeso ed essere gentili con tutti. E così in tutto.

Bisogna soffocare nella propria anima le caratteristiche demoniache, e incentivare quelle angeliche, che sono elencate nel Vangelo.

Se dopo la morte la nostra anima sarà più demoniaca, i demoni si impossesseranno di noi. Se noi, già qui, saremo consapevoli delle nostre qualità demoniache, chiederemo perdono per loro al Signore e noi stessi perdoneremo, allora il Signore ci perdonerà, eliminerà in noi tutto ciò che è cattivo e non ci darà nelle mani dei demoni. Se noi qui non giudicheremo nessuno, allora neanche il Signore non ci giudicherà lì. E così in tutto.

Cerchiamo di vivere in pace, perdonando lun laltro, facendo la pace più velocemente luno con laltro, pentiamoci in tutto davanti a Dio e chiediamo la Sua misericordia e salvezza dai demoni e dalleterna agonia, finché cè ancora tempo. Non giochiamo con il nostro eterno destino. Che il Signore ti illumini. Amen.

 

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La cosa importante che ti si chiede: cerca di conservare con tutte le tue forze la pace con i famigliari, e se ti arrabbi, chiedi perdono quanto prima e tu stessa perdona. Il nemico cercherà di togliere la pace, di non farti chiedere perdono. E tu non ascoltarlo. Lotta contro di lui, invocando in aiuto il Signore Gesù Cristo, cioè fai la preghiera di Gesù, finché non sconfiggi lirritazione, la rabbia o il rancore. Non allontanarti dal Signore, finché Lui non ti perdona e non ti dà la pace nella tua anima. Segno del perdono di Dio la pace nellanima.

Quindi: cerca di non irritarti né arrabbiarti, e se hai peccato in questo, chiedi perdono al prossimo e al Signore. Poi cerca di ascoltare le preghiere mattutine e serali; se preghi da sola, dì le preghiere che conosci per almeno quindici minuti, poi la preghiera di Gesù, ma leggi tutto con venerazione, con timore di Dio e cuore contrito. Mentre la preghiera distratta non è preghiera, anche se il Signore la accetta da chi è allinizio, da chi ancora sta imparando a pregare. Ma bisognerà prima o poi imparare a pregare senza distrazione!

Se ti trattieni dalla rabbia e conservi la pace, anche la preghiera sarà buona, ma se sarai distratto e litigioso, allora non riuscirai a pregare.

Il Signore non accetta le preghiere nellira e consegna questo adoratore ai servitori spietati, cioè ai demoni, i quali lo cacciano dalla festa spirituale, delle preghiere, verso il buio di vari vuoti, e alle volte, cattivi pensieri. E sarà così finché non torneremo ad essere umili e piangeremo molto davanti al Signore con tutto il cuore e finché non perdoneremo a tutti e noi stessi chiederemo perdono, in pratica, finché non otterremo la pace dellanima, poiché è stato detto: nella pace (dellanima) il posto è di Dio. Dove non cè la pace, lì ci sono il nemico e loscurità, e la pesantezza dellanima, e altre sensazioni dellinferno.

Lumiltà dispone della forza di raccogliere i pensieri su Dio, mentre la rabbia, la vanità, lorgoglio disperdono questi pensieri. Se i pensieri si disperdono molto, significa che cè qualcosa che non va nellanima, il che vuol dire, che il nemico ha ottenuto laccesso alla nostra anima e bisogna pentirsi davanti a Dio, implorare il perdono e laiuto. Bisogna cercare il motivo di ciò. Alle volte questo capita (anche se non cè la rabbia) per leccessivo affaccendarsi, attaccamento al mondo, dai lunghi discorsi mondani, dal giudicare il prossimo. La buona attenta preghiera, che viene dal cuore è il percorso per il Regno di Dio, che è dentro di noi. Se non cè questa preghiera, significa, che in qualche modo abbiamo fatto irritare il Signore.

Sii attenta con te stessa. Conserva la pace, riconciliati più velocemente; invoca più spesso (secondo i comandamenti dovrebbe essere sempre) il nome del Signore Gesù Cristo, versa davanti al Signore i tuoi peccati e afflizioni, comportati secondo la coscienza e ti sentirai bene e ti salverai. Senza fatica neanche i lacci allaccerai. Lavora come dice Dio e ti salverai. Andrà bene qui e dopo la morte entrerai nella beatitudine eterna. Prega per me.

 

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Dalle lettere ho saputo che spesso sei rabbiosa con tua sorella, al punto che alle volte sei disposta a mettere la testa nel cappio. Ma tu e Mariscia già da tempo dovreste sapere che ci sono il diavolo e i demoni, che con la loro estrema cattiveria vogliono in tutti i modi far rovinare tutti gli uomini. Come fanno? Così: cercano di agire sulle passioni della persona e gonfiarle con tale forza, che facciano rovinare le persone.

Per esempio, a chi piace bere, quello i demoni spingono a bere sempre di più, cercano di portarlo fino allubriachezza, le liti, omicidio e suicidio e con ciò farlo rovinare per sempre. Un altro i demoni lo abituano al furto, un altro ancora molto sottilmente lo spingono allalta considerazione di sé, alla vanità, allorgoglio, e infine allinganno spirituale e così cercano di rovinarlo. E con molti altri modi cercano la rovina eterna delluomo.

Esattamente in questo modo i demoni cercano di rovinare te e Mariscia, o per lo meno una di voi. Come cercano di farlo? Tu stessa lo sai benissimo. I demoni accendono le liti tra voi, vi infiammano al punto, che siete pronte a picchiarvi a vicenda, vi deprimono e oscurano al punto, che è meglio impiccarsi, che vivere così. Se tu o qualcun altro almeno per poco prendesse questo pensiero, allora i demoni con più forza, con laiuto di altri demoni, ancora più forti (altri sette, ancora più cattivi, comè scritto nel Vangelo) cercheranno più spesso e fortemente di mettervi in testa il pensiero del suicidio. Se luomo non si oppone a questo pensiero diabolico con tutte le sue forze, ma dà almeno un minimo di approvazione, allora i demoni, con il permesso di Dio per le passioni, non pentimento e cattiveria possono soffocare luomo, gli danno la corda, addirittura un asciugamano e lo aiutano ad ammazzarsi.

Katia, in uno stato tranquillo, pensa in quale oscurità lanima deve entrare, e a causa di una piccolissima lite passare ad unagonia eterna e terribile. Per quanto ci sarà difficile qui, fosse anche che vivessimo sulla terra migliaia di anni con gravissime sofferenze prima o poi finiranno. Ma allinferno non ci sarà mai fine allagonia.

Almeno immaginati, per esempio, questa situazione: una banda di cento banditi, di quelli più orribili, ti avesse catturato nel bosco e ti torturasse tutto il giorno. Come ti sentiresti in tutto ciò? Qui almeno ti libereresti da questo tramite la morte. Mentre il suicida finisce nelle mani dei demoni, che sono mille volte peggio, più cattivi, orribili di tutti i banditi, alla loro mercé, alle loro torture, e in più il fuoco inestinguibile e che non illumina, ed anche il verme che non muore E a questa agonia non ci sarà fine Che orrore! E arrivare a tanto per delle sciocchezze, perché Mariscia è sciocca o cattiva, non vuole questo o quellaltro, o non fa come dovrebbe, oppure ti ha offeso in qualche modo. Se non riuscite a sopportare queste piccolezze, come non ti inorridirai dellagonia dellinferno.

Dici che in questo momento non pensi a nulla e sei pronta a metterti il cappio. Dici la verità, che non pensi a niente, dimentichi Dio, la futura eterna agonia. In questo consiste la furbizia dei demoni e delle loro azioni sullanima delluomo.

Dovè il Signore, lì cè pace, luce, ragione, gioia. Dovè il diavolo, lì ci sono lagitazione, loscurità dellanima, oscuramento della ragione, disperazione, disponibilità a qualsiasi cattiveria.

Te ne ho parlato tante volte. Ancora, forse è lultima volta che ti avverto: non dare la mano al diavolo. Prega Dio e chiedi in uno stato tranquillo, che Lui non ti faccia arrivare alloscurità, non dia potere ai demoni su di te. Il Signore ti difenderà, se tu stessa non ti spingerai allinferno. Ricorda Giuda. Lui ha fatto entrare il diavolo dentro di sé, è morto orribilmente ed è passato allagonia eterna, nel fondo dellinferno.

Katia, non scherzarci con questo. Stai lontana da simili pensieri. Che il Signore ti aiuti a capire quanto scritto e scappare dalle mani dei demoni qui e nella vita eterna, e dopo aver sopportato qualcosa qui, entrare nel Regno di Dio, nelleterna felicità e beatitudine. Amen. Sii sana con il corpo e la mente.

 

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Pace e salvezza a te dal Signore nostro Gesù Cristo!

Ormai dovresti sapere che il nemico non lascia in pace nessuno dei desiderosi della salvezza e, quindi, la lotta contro di lui prosegue fino alla morte. Nessuno può riuscire a sconfiggerlo con le proprie forze. Proprio per distruggere gli atti del diavolo è arrivato sulla terra il Signore. Lui lotta contro il diavolo e i peccati con chi lo chiama sempre in aiuto. Anche la persona deve contrastare il peccato e il diavolo con tutte le sue forze, usando come armi i mezzi, indicati dal Signore, dagli apostoli e dai santi Padri. Per un ortodosso le armi contro il diavolo sono: il digiuno, la preghiera, lastinenza, lumiltà. Senza umiltà nessun mezzo aiuterà, e anche il Signore non aiuterà chi è troppo sicuro di sé ed è orgoglioso, e quello inevitabilmente cadrà in varie reti del nemico.

Chi vuole sconfiggere il nemico, deve liberarsi dalle passioni, ma non lotta con i mezzi che gli sono stati forniti, quello ovviamente non vincerà. Più una persona è umile, più velocemente si libererà dal nemico. A questo bisogna aggiungere che il rancore annulla la forza della preghiera, poiché il Signore non accetta preghiere da persone che sono arrabbiate con il prossimo o che serbano rancore e li invia prima a fare la pace. E senza la preghiera accettata da Dio, luomo sarà solo, e di conseguenza il nemico lo sovrasterà completamente. Ma anche chi lotta correttamente il nemico, non lo sconfigge subito. Per questo servono tempo e pazienza. Lotta come si deve, cerca di essere in pace con tutti, abituati alla sobrietà e alla preghiera senza sosta. Sii umile davanti a Dio e le persone, allora sconfiggerai i giganti uno dopo laltro e ti libererai dalla prigionia del peccato.

Nessun padre spirituale non si comporterà male con una persona, se profondamente pentito dei suoi peccati, quali che fossero. E una trappola del nemico, affinché il penitente nasconda i suoi peccati e non ottenga il perdono. Al contrario, se il padre spirituale è una persona credente, instaurerà un rapporto migliore, questa è la proprietà misteriosa della confessione.

Per quanto riguarda la zia e gli altri, bisogna ricordare questa regola: Portate le difficoltà luno dellaltro, così compirete il comandamento di Cristo.

Sopporta tutte le accuse, i rimproveri, le diffamazioni, giuste o no, poiché sono utili, puliscono lanima dai peccati e contribuiscono alla crescita dellumiltà, se non protesterai. Dì come il ladrone: Avremo degnamente secondo quanto abbiamo fatto, abbi pietà di noi, o Signore, nel Tuo Regno.

Non prenderanno nessuna monaca, tranne quelle che hanno la lingua lunga: che la tengano dietro i denti, se non vogliono stare dietro alle sbarre.

Staccati dal mondo e dalla sua futilità, perdona a tutti, conserva la pace con tutti, stai di più a casa, ma non affaccendarti troppo, prega o leggi i salmi, leggi un po, fai le cose che devi fare con la preghiera di Gesù e la memoria di Dio. Pentiti, sii contrita davanti a Dio per tutti i tuoi infiniti peccati e il Signore perdonerà tutto e accetterà te nella vita eterna e di beatitudine. Perdonami.

 

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V. ha scritto che tu hai pianto per tre giorni dopo aver letto la mia lettera. Sono contento che hai pianto, se il tuo pianto veniva da Dio e non lorgoglio offeso. Con tutto il cuore ti auguro di vedere i propri peccati e piangere per loro non tre giorni, ma tutta la vita fino alla morte, per non piangere per leternità dopo la morte.

Sia per letà che per lo stato della salute possiamo aspettarci una fine vicina, quando ci metteranno davanti al Giudice imparziale, che vede tutto dentro di noi. Quale decisione uscirà su di noi? Come ci giustificheremo davanti a Lui? Cè un solo mezzo: finché siamo vivi, dobbiamo essere consapevoli della propria indegnità davanti a Dio e agli uomini, sinceramente essere consapevoli, che siamo insufficienti, inutili, che abbiamo un debito impagabile davanti a Dio, e di conseguenza che non abbiamo diritto a pretendere qualcosa dalle persone, esserne coscienti, piangere, e implorare già qui la pietà, il perdono del nostro debito insaldabile. Piangere perché abbiamo dilapidato le nostre forze spirituali e fisiche, offendiamo costantemente lamore di Dio, e implorarLo, che dopo la morte il Signore non ricordi i nostri peccati e le nostre ingiustizie, ma ci accolga nella Sua casa, come ha accolto il figliol prodigo. Ecco su cosa devessere il nostro pensiero.

Ogni giorno prima di dormire bisogna esaminarsi e contrirsi su tutti i comandamenti violati durante la giornata. E ricordare tutta la vita passata e pentirsi di tutto, e non allontanarsi dal pentimento, finché non sentiremo chiaramente che il Signore ci ha perdonato i peccati del passato. E con ciò bisogna chiedere con tutto il cuore al Signore che Lui ci aiuti a non peccare in seguito, non offenderLo con altre violazioni della Sua santa volontà, espressa nei comandamenti. Bisogna in tutti i modi aver paura di offendere il prossimo, poiché è più facile fare pace con Dio, che con il prossimo. Sii umile davanti a tutti, possibilmente cerca di servire sempre gli altri, non rimproverare nessuno, non giudicare, non condannare. Fai pace con tutti, perdona a tutti, altrimenti tu stessa non ascolterai il perdono dal Signore. Questa condizione è stata data dal Signore stesso: se non perdonate a una persona i suoi misfatti, neanche il Padre vostro Celeste perdonerà i misfatti che avete fatto (Matteo 6; 14, 15).

Con linizio della Quaresima, mettiti in ordine, fai pace con tutti e con Dio. Sii contrita, piangi per la tua indegnità e caduta, allora otterrai il perdono e troverai la speranza della salvezza. Il cuore contrito e umile Dio non distruggerà, e senza questo nessun sacrificio e nessuna elemosina ti aiuterà. Poiché non gradisci il sacrificio, e se offro olocausti, non li accetti. Uno spirito contrito è sacrificio a Dio. Chi piange per i propri peccati è più in alto di chi resuscita i morti, diceva il venerabile Isacco di Ninive.

Con tutto lo zelo chiedi al Signore il regalo più grande e importante vedere i propri peccati e piangere per essi. Chi ha questo dono, ha tutto.

Che il Signore ti illumini e ti benedica! Un saluto e la benedizione di Dio a tutti.

 

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Chi rifiuta laccusa corretta o scorretta, rifiuta la propria salvezza. A chi si apre la vista per vedere i peccati, quello non vede i peccati separati, ma la piena distorsione della propria anima, la quale trasuda continuamente vari peccati, in più anche le buone azioni sono permeate di veleno del peccato. Quando luomo vedrà chiaramente ciò, e si convincerà appieno su migliaia di casi, che non può guarire la malattia dellanima da solo, allora lui naturalmente (e non tramite metodi artificiali o autoconvinzione) diventa umile e naturalmente smette di accusare gli altri o offendersi per le offese.

Lui vede anche negli altri soltanto la medesima caduta, che ha visto in sé, e già li compatisce, come compagni in disgrazia. Allora smetterà di innalzare alcuni e disprezzare altri, smetterà proprio di giudicare, poiché, da una parte, tutti si trovano in caduta, ma dallaltra sono false misurazioni delluomo, per quanto cercassero di essere obiettivi. Come può allora luomo giustificare sé stesso nei suoi peccati? Come può offendersi, se qualcuno lo accusa in ciò, nel quale lui è come se non fosse colpevole, quando noi abbiamo infiniti dei più orrendi peccati, che nessuno sa per misericordia di Dio, che copre i nostri peccati.

Non dobbiamo consolarci con virtù immaginarie, ma con lincredibile amore di Dio verso noi, caduti, con la Croce di Cristo, con ciò che sono limmagine della Tua Gloria indescrivibile, anche se porto le ferite delle trasgressioni. Gesù Cristo è apparso sulla terra per rinnovare limmagine degradata. Eterno ringraziamento a Lui con il Padre e lo Spirito Santo da tutte le creature!!!

Che scompaiano davanti a Lui tutte le nostre virtù, che ci mettiamo insieme al pubblicano a invocare dal profondo dellimmagine di Dio: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Dio, sii caritatevole verso tutti noi peccatori. Allora usciremo giustificati da questa vita, come il pubblicano dalla chiesa ed entreremo nel cortile delle pecore, dove otterremo il pascolo eterno.

 

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Chiedi di scriverti. Chi affoga si aggrappa al filo di paglia, così anche tu nel tuo stato di confusione dellanima cerchi aiuto nei tuoi vicini. La mia esperienza di vita, mi ha portato al punto di vista, che nessuno ci può aiutare: né noi stessi, né le altre persone, ma solo il Signore. Il tuo stato danima non solo non migliora, ma a volte diventa insopportabile, e questo perché hai poca fiducia in Dio. Tu guardi i tuoi peccati e giustamente pensi, che per loro, per giustizia, dovresti soffrire non solo nella prossima vita, ma anche qui prima della morte e dopo la morte con i calvari, e così via. Ma pensando così, dimenticando lamore di Dio, si può arrivare alla piena disperazione. Può forse pensare un cristiano in questo modo?

Se la persona si salvasse con la sua rettitudine, allora perché il Signore Gesù Cristo sarebbe dovuto venire e soffrire? Nessuno è entrato nel Regno di Dio solo con i propri meriti. Luomo deve capire: 1) i suoi deterioramento, corruzione, decadimento, qualsiasi bugia, la piena distorsione della propria anima e così via; 2) convincersi sulla propria amara esperienza che lui da solo con le sue forze non può correggersi, anche se deve continuamente lottare contro la propria sporcizia e piangere per il proprio stato; 3) deve rivolgersi a Dio come il pubblicano: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Sto rovinando, affogo nel mare delle mie iniquità, salvami, Signore Gesù Cristo, come salvavi tutti coloro che si rivolgevano a Te: criminali, pubblicani, prostitute e altri ancora. Dio è amore. Per amore verso il decaduto genere umano il Signore non si è fermato a compiere un grandissimo sacrificio: Dio-Padre ha mandato il Suo Figlio verso la passione della croce, il Dio-Figlio porta lobbedienza fino alla morte sulla croce, Dio-Spirito Santo non si disdegna a entrare nellanima peccatrice della persona, pulirla e salvarla. Che cosa in più può fare il Signore per la nostra salvezza? Giuro su di me, dice il Signore, che Io non voglio la morte del peccatore, ma che lui si converta e si salvi. Dio ha così tanto amato il mondo, che ha dato il Suo Figlio, affinché chiunque creda in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.

Questo significa, che la salvezza è assicurata a tutti coloro che credono in Cristo e Gli chiedono di salvarli dal peccato e dalle eterne agonie. Per il pentimento nei peccati il Signore promette perdono e misericordia, e se lo chiediamo, sicuramente otterremo quanto chiesto, poiché sono le parole del Signore Stesso. Il mondo è stato creato con la Parola di Dio, con la Sua Parola il mondo conserva lordine, e non si trasforma nel caos. Con questa Parola si promette il perdono dei peccati e la vita eterna per la fede e il pentimento. Si conferma ciò con lincarnazione del Figlio di Dio e la Sua Passione sulla croce.

Tu credi in tutto ciò. Perché deprimerti sulla tua salvezza? Come puoi pensare che il Signore ti mandi le sofferenze qui o dopo la morte oltre le tue forze? No e no! Il tuo umore, la tua malattia, sconforto, malinconia e così via vengono dal diavolo. Non dargli la mano, allontana tutti questi pensieri con linvocazione del nome del Signore Gesù Cristo e la preghiera del pubblicano; ringrazia il Signore per tutto, per il Suo amore verso il genere umano, per la Sua lunga pazienza per i tuoi peccati, per la misericordia verso te e tutti, per la tua malattia, ringrazia per tutto, consegnati alla Sua Volontà e alla Sua misericordia e otterrai il sollievo.

Tu soffri per la tua poca fede, tu fai troppa attenzione su te stessa, sui tuoi peccati e ti ricordi poco dellamore di Dio. Fai lopposto. Ricorda prima e sempre la misericordia di Dio, le sofferenze sulla croce per la nostra salvezza e dopo sui tuoi peccati. Lascia che i tuoi peccati siano la ragione, lo stimolo verso la preghiera come quella del pubblicano, alla profondità della preghiera e non il motivo per la disperazione.

Abbi la saggezza. Non lasciarti andare alla malizia dei nemici. Disprezzali, non parlare con loro e ricorda il nostro Signore Salvatore. Che il Signore ti illumini qui e nella vita futura.

 

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Quasi tutti ci troviamo nella condizione della persona, che vede in un quadro un lussuoso banchetto: il tavolo è imbandito di cibo e bevande, ma noi rimaniamo affamati. Il pane altrui non può saziarci. E così noi leggiamo la Parola di Dio e le parole dei santi Padri, così la maggioranza di noi prega, cioè con la lingua pronunciamo le parole delle preghiere altrui, ma lanima resta affamata, vuota, pronta a morire senza cibo.

Quando verrà il momento della prova delle nostre azioni, si scoprirà, che noi non abbiamo niente, il nostro talento non ci ha portato nessun utile; anzi peggio: non riusciamo nemmeno a restituire il talento che ci è stato dato, anche se senza profitto, ma, come il figliol prodigo, lo sperperiamo nel peccato e nella futilità della vita e inoltre insegniamo lo stesso agli altri. Poveri noi! Che cosa ci rimane da fare? Ascoltare il nostro Salvatore Signore Gesù Cristo!

Tu chiedi come devi pregare? Il Signore Gesù Cristo dice a tutti noi: prega come il pubblicano, rivolgiti al Signore come la vedova al giudice ingiusto. Di nuovo il Signore insegna: comprendi la tua bassezza, il tuo debito insaldabile, comprendi e senti la tua colpa davanti al Signore, dimentica tutte le tue buone azioni (non abbiamo buone azioni, e se cè qualcosa, sono contaminate da varie impurità vanità, esaltazione, cupidigia e via dicendo) e, come il debitore che non può pagare, come il figliol prodigo, chiedi al Signore la misericordia, cioè il perdono di tutti i tuoi peccati. Non chiedere nientaltro, solo la pietà.

Quando luomo percepirà con tutto il cuore, che la sua anima è contaminata dal peccato, piena di piaghe, che lui è impotente di guarire la sua anima da solo, quando davanti agli occhi si faranno vicini la morte e il calvario allora resterà una sola speranza, un solo rifugio il Salvatore nostro Signore Gesù Cristo! Fino a questo momento Lui era lontano da noi, o meglio noi eravamo lontani da Lui, e adesso Lui lunico Salvatore, venuto dal Cielo per salvare noi, che ha preso i nostri peccati su Sé stesso al posto nostro, che ha sopportato le conseguenze dei nostri peccati, che ha coperto i nostri peccati con il Suo amore; che ha promesso per la fede in Lui e il pentimento di perdonarci tutto, purificare la nostra anima e il nostro corpo, unire i peccatori pentiti con Sé stesso nel Sacramento della Comunione già qui, sulla terra, come garanzia delleterna unione nella vita che verrà, adottarci a Suo Padre e tramite questo renderci partecipi delleterna gloria e beatitudine Divine. Ecco in cosa consiste il cristianesimo! Ecco lamore di Dio, la misericordia di Dio verso il decaduto genere umano.

Afflizione, angoscia, eterno rimorso della coscienza, il verme che non muore e il fuoco che non si estingue nel cuore di chi disprezza questamore di Dio, che non darà pieno valore al sacrificio di Dio per noi. Che si zittisca qualsiasi essere umano, che stia con il timore e il tremore davanti alla Croce di Cristo, davanti allamore di Dio, che chiama qualunque peccatore alla salvezza tramite la fede e il pentimento. Il Signore Gesù Cristo è arrivato non per giudicare il mondo, che muore nel peccato, ma per salvarlo.

Convertitevi, il Regno dei Cieli è vicino! Peccatori, comprendete la vostra rovina, la vostra colpa davanti a Dio, non cercate giustificazioni nelle vostre buone azioni. Comprendete la vostra infermità e impotenza di liberarvi dai vostri peccati passati, o presenti, o futuri. Implorate lunico Onnipotente, lunico Misericordioso, lunico Salvatore Signore, e Lui vi perdonerà, vi purificherà, vi chiamerà Suoi, alleggerirà le nostre sofferenze, caccerà la disperazione, ci libererà dal calvario e ci farà entrare, come i ladri, le prostitute e altri peccatori, nel Suo eterno Regno. Ecco in cosa consiste il pentimento. Amen.

 

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Non è la prima volta che mi scrivi sulla paura della morte. Se tu guardi attentamente un qualsiasi oggetto, lo vedrai chiaramente, mentre quelli che lo circondano, saranno notati di meno. E così sulla paura della morte. Quando tu guardi la morte con gli occhi di una persona antica e fai attenzione solo alle sofferenze pre morte, allora esse si ingigantiscono eccessivamente e spaventano. A questo si aggiungono le azioni dei demoni. Se si rimane in questo stato, ci si può deprimere completamente. Bisogna guardare la morte secondo la Parola di Dio: Ho il desiderio di lasciare questa vita ed essere con Cristo così dicevano lapostolo Paolo e tutti i Santi. La vita terrena è un esilio per le correzioni. Così comè bello liberarci dalle prigioni o dal lager, così, è meglio dire, che è incommensurabilmente più gioioso uscire dalla cupa vita terrestre.

Dirai: Va bene, se vai nel Regno di Dio, ma se vai allinferno? E cosa ci impedisce di entrare nel Regno di Dio? E stato detto: Compi i comandamenti, allora ti salverai. Ma dato che siamo deboli, rovinati, siamo soggetti o accessibili ai demoni, allora il Signore ci ha dato il pentimento e gli altri Sacramenti. Se ci pentiamo sinceramente, allora il Signore ci perdona, cioè pulisce la nostra anima dalle ferite del peccato e promette a chi si pente il Regno di Dio. Pentiti sette volte per settanta volte al giorno e altrettante volte riceverai il perdono. Se non credi nella Parola di Dio, allora, certamente, avrai paura, cadrai sotto il potere dei demoni, e loro ti tormenteranno. Tu, evidentemente, come il fariseo, vuoi aggrapparti alle tue opere, anche se senza senso, forse. E tu sii come il pubblicano, cioè posa tutta la salvezza sulla misericordia di Dio, e non sulle tue correzioni, e allora uscirai da questa vita come il pubblicano dalla chiesa giustificato, cioè entrerai nel Regno di Dio.

Fai attenzione a questo, ricorda, che il Signore ha creato le persone non per le torture, ma per la gioia divina. Tutto il cielo gioisce per qualsiasi peccatore che si pente e che tramite questo si salva. La morte è nascita, ma è raro che la nascita sia completamente senza dolori, ma questo dolore, si trasforma in gioia, poiché è nata una persona per il Regno di Dio. Rimproverati per ogni peccato, per ogni cattivo pensiero, per la poca fede, per il dubbio, per linsensata paura della morte, rimproverati e pentiti subito, e così otterrai la quiete e la pace dellanima, la devozione nella volontà di Dio. E tutta la Chiesa prega per noi: Per la fine Cristiana della nostra vita, indolore, senza vergogna, pacifica e la buona risposta al Giudizio Universale di Cristo chiediamo. E anche tu aggiungi la tua voce alla voce della Chiesa. Che il Signore ti illumini e ti calmi.

Madre, non giudicare nessuno, altrimenti non ti libererai dalla paura, e anche il Signore non ti perdonerà i peccati, se tu stessa non li perdonerai a chi ti sta vicino, ma li accusi. Togli la tua trave, allora imparerai a togliere la pagliuzza.

 

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Auguri per le grandi feste del Natale di Cristo e lanno nuovo.

Tu sai bene, cosa è stato predetto dai santi Padri sui nostri tempi. E stato detto: si salveranno tramite la fede, la pazienza di sofferenze, malattie e pentimento. Non abbiamo buone azioni. In tutto e in ogni momento violiamo i comandamenti di Cristo, quindi non ci resta che pentirci, avere pazienza e credere che il Signore Gesù Cristo, venuto a cercare e salvare chi è perduto, salverà anche noi, che Lo imploriamo per il perdono e la salvezza. In questo bisogna credere fermamente. Chi confida sulle proprie buone azioni costruisce la casa sulla sabbia. La salvezza degli uomini è unazione della misericordia di Dio, dono di Dio allumanità decaduta, che crede in Cristo, che ha compreso la sua caduta e che invoca con la voce del pubblicano: O Dio, abbi pietà di me peccatore.

Sulle azioni delluomo il Signore Gesù Cristo ha detto: Se e quando compirete tutto quanto vi è stato detto, dite, siamo come servi inutili, poiché abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Questo significa che noi, essendo servi e creature di Dio, siamo obbligati a compiere tutta la volontà di Dio: cioè tutti i comandamenti, ma se entrerà nel Regno di Dio anche chi ha fatto tutto, è unazione della misericordia di Dio. Non le opere, ma lumiltà fa pendere il Signore verso la misericordia. Bisogna pensare alla morte, come anche prepararsi a lei, mentre disperarsi e abbattersi sono azioni del nemico.

Il Signore ha comandato a tutti di essere pronti in qualsiasi momento alla morte. Quindi i sogni che suscitano sconforto e disperazione sono azioni del nemico. I sogni da Dio inteneriscono il cuore, rendono umili, rafforzano la fede nel Salvatore, venuto sulla terra e che ha portato la Croce per la salvezza degli erranti, e non dei giusti, che si ritengono (falsamente) degni del Regno di Dio. Questi sono orgogliosi, giusti immaginari. Tutti i santi si ritenevano grandissimi peccatori.

Tutto questo tu lo sai bene. Io semplicemente te lo ricordo un po. Il pensiero di spartire tutto o non faticare per il nutrimento è del nemico. Fatica secondo le forze, ma riponi la speranza nel Signore, che alimenta tutto luniverso. Chi va da Cristo con la fede, con un compimento dei comandamenti nella misura delle proprie forze e pentimento quello sarà con Cristo anche dopo la morte. Colui che viene a Me, io non lo caccerò fuori. Ecco lannuncio per tutti. Non cè motivo di disperarsi per un cristiano. Sii pacifica e tranquilla.

 

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Che il Signore ti aiuti a sopravvivere a questo vortice, superare questo mare di vita e raggiungere il molo pacifico. E così difficile ora, soprattutto per i giovani. Chiedi sempre aiuto al Signore e alla Madre di Dio. Sappi fermamente che, se una persona dal profondo dellanima non vuole peccare, tutto linferno non lo danneggerà. Perché con lui ci sarà sempre laiuto di Dio; e se la persona stessa pende verso il peccato, prima parlerà con i pensieri, invece di allontanare le cattive intenzioni, come un rettile velenoso, poi il nemico troverà lentrata per il cuore, e il Signore permetterà il peccato. Allo stesso modo anche per lalta considerazione di sé, lorgoglio o un continuo cattivo accusare il prossimo si permette la caduta della persona.

Per questo bisogna vegliare e non accogliere nei pensieri o nel cuore un qualche serpente, affinché non morda. Solo vegliando, trattenendo i propri sensi esterni (vista, udito, tatto) e con una continua invocazione del nome di Dio, per quanto è possibile, si può sconfiggere tutti i tentativi del nemico, non lasciandosi andare ad un peccato più grande. Con il nome di Gesù Cristo bisogna eliminare i pensieri e i sentimenti peccaminosi, che emergono dalla nostra peccaminosa corrotta natura e dalle influenze dei demoni, prima che siano cresciute, prima che siano radicate.

Non cè altro percorso o mezzo per la purificazione di sé stessi: vegliare e pregate ininterrottamente, e potrete evitare tutte le calamità dalla propria natura peccaminosa, dai nemici e dalle loro armi. Abbi pazienza, lavora. Lotta, non dare la mano al nemico, sii fedele al Signore, e Lui non ti lascerà e non permetterà che ti offendano, fosse anche che tutto il mondo ti andasse contro. Dio è con noi, capitelo pagani e sottomettevi, poiché Dio è con noi. Che il Signore ti benedica e ti protegga.

 

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Oggi, nel giorno della Decapitazione di Giovanni Battista, abbiamo ricevuto la tua lettera, così afflitta, così vile, come se tu fossi finita in galera. Ma anche in galera non bisognerebbe essere così vile. Così come cambia il tempo della natura, inevitabilmente succedono anche cambiamenti interni. Si può in autunno, con il fango, con la sporcizia e così via, diventare depressi a causa del tempo, anche se alle volte ciò è difficile da superare. Noi sopportiamo, crediamo fermamente, che ci saranno di nuovo la primavera e lestate e così via, e così con te dopo la malinconia ci sarà la gioia. Nella tua condizione i principianti hanno due possibilità:

1) si sentono come in paradiso, e poi diventano freddi dentro, cominciano a stancarsi, essere malinconici, non ascoltano i consigli, smettono di sottostare alle autorità, provano quello che stai provando tu ora, e o a) se ne vanno, o b) pazientano, diventano umili e, attraverso la comprensione di sé, ottengono il pentimento, lumiltà, il paradiso perso e allora cominciano ininterrottamente a ringraziare Dio e tutti quelli che li hanno aiutati a stabilirsi così;

2) altri cominciano così, come tu: malinconia, sconforto, vigliaccheria, insolenza, prontezza ad andare via ovunque, rifiuto verso tutto ciò che è spirituale, impertinenza con il prossimo, sogni e pensieri sullandare via, ecc, ecc.

Questo è il nemico della nostra salvezza con unintera armata che si fionda sul principiante, per non permettergli di arrivare al Regno di Dio, che è dentro di noi. Per questa difficile condizione, nella quale ti trovi e che molto lievemente ricorda le pene dellinferno, puoi valutare anche esattamente lopposto, ovvero: dato che ci sono le agonie dellinferno, significa che ci sono anche unindescrivibile gioia e beatitudine, tali, che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, che sono nascosti dentro di noi e che sono il Regno di Dio. E proprio loro che si deve cercare prima di tutto: cercate prima il Regno di Dio e la Sua giustizia.

Ma come cercare? Così, come hanno cercato tutti: con la fede, lobbedienza, la preghiera, la pazienza dei dolori esterni ed interni, lattenzione a sé stessi, il rimproverare sé stessi ed essere in continuo pentimento, dai quali nascono lumiltà e il non condannare il prossimo. Con lumiltà verrà anche la gioia dello Spirito Santo e il Regno di Dio. Tu hai cominciato con lafflizione e lo sconforto. Questo è bene. Con il tempo ti diventerà più facile, e quello che hai raggiunto diventerà più solido. Ti assicuro che adesso di tanto in tanto avrai delle consolazioni dal Signore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. E il Signore non darà alluomo più tentazioni, di quante ne possa portare.

Ricordando, che questo era il nemico che era assalito su di te, per impedirti fin dallinizio di andare sul percorso della salvezza, lotta con la preghiera corta (meglio con la preghiera di Gesù), con la pazienza, la fatica, lobbedienza. E soprattutto non far accrescere il pensiero su come vivevi bene prima, come avresti potuto salvarti anche a casa, sistemare la tua vita, come gli altri, ecc, ecc. Allontana questi pensieri, perché è da simili pensieri nel cuore che si comincia a sentirsi afflitti. Se non riesci ad allontanarli, allora comincia a pensare, che saresti potuta finire (e molto probabilmente e facilmente) in galera per cinque o dieci anni. Immaginati più chiaramente una scena di quella vita, e la tua attuale ti sembrerà il paradiso in confronto a quella. In fondo, nella tua condizione è facile sbagliarsi, essere accusati e finire sotto la legge severa.

Il Signore ha avuto pietà di te e adesso ringraziaLo per questo e per tutto, ma soprattutto, che ti ha scelto tra i Suoi amici. Resisti, cara: quando ti calmerai, allora potrai vedere nella giusta luce come sei tu e come sono gli altri. Ma per ora tutto ti sembra sotto una falsa luce, come ti fa vedere il nemico. Non accusare nessuno. Ascolta i grandi ed esegui senza lamento, cosa ordinano. Se hai del tempo libero leggi come preghiera i Salmi o il Vangelo. Questi libri, in ogni caso, ci sono. Cerca ovunque con attenzione, con tutto il cuore di fare la preghiera di Gesù. Una delle astuzie nemiche nella tua condizione malinconica è spingerti a conoscenze con altri, chiacchiere con loro e far passare il tempo in modo futile.

Con la pazienza, la preghiera, lumiltà e il ringraziamento per il Signore sconfiggi la tua condizione. Il Signore è vicino, Lui guarda nel tuo cuore. Se tu Lo amassi almeno un po, allora saresti gioiosa della possibilità di dedicargli la tua vita e saresti pronta a sopportare tutto. Ricorda le vite di Giovanni il Battista, del Salvatore, della Madre di Dio, dei martiri, dei venerabili. Cosa hanno sopportato?! Non si può neanche un minimo confrontare la tua condizione e il tuo stato con i loro atti ascetici e dolori leggi le vite dei santi, forse lì cè, e confronta con il tuo stato. Scrivi dettagliatamente su tutto, io cercherò, secondo le mie forze, di risponderti. Non scoraggiarti, cara. Il Signore è con te e non ti lascerà senza aiuto e consolazione.

 

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Perché scrivi lettere così disperate? Sei forse la sola lì che ha delle difficoltà? Il problema non è nelle difficoltà esterne, questo, penso, tu lo capisci già da sola, ma nello stato della tua anima. Dove tu non andassi non ti nasconderai da te stessa e dal nemico. Tutto ciò che è tuo sarà con te e ti torturerà in un altro posto anche più fortemente che qui. Non devi dimenticare che la legge spirituale dice così: Dobbiamo entrare nel Regno di Dio attraverso molte tribolazioni; se qualcuno vuol venire dietro di Me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e Mi segua. Ognuno si sforza di entrare nel Regno di Dio; con la pazienza salvate le vostre anime; chi avrà perseverato fino alla fine, sarà salvato; nel mondo avrete tribolazioni; il mondo vi odierà, se ti presenti per servire il Signore preparati alla tentazione ecc.

Ma i santi Padri espongono questo pensiero con unespressione corta e forte: dai il sangue e ottieni lo spirito. E una legge generica per tutti quelli che vogliono salvarsi. Se si guarda agli esempi, allora in ogni vita troverai conferme di questa legge. Esempio per tutti il Signore Gesù Cristo, gli apostoli, i martiri, i confessori, i venerabili. Sono esempi chiari, noti a tutti. In misura minore anche tutti, i volenti vivere giustamente con Gesù Cristo, erano perseguitati, offesi, sopportavano le malattie e le afflizioni interne ed esterne.

Inoltre devi sapere le profezie dei Padri antichi, che negli ultimi tempi si salveranno i monaci non con limpegno, ma con la pazienza delle afflizioni. Questo è vero e necessario al punto, che il segno più veritiero dellelezione di Dio e dellamore di Dio verso luomo è la gran quantità di afflizioni e malattie che sono presenti in questuomo. E viceversa: se una persona si ritiene credente, ma non ha afflizioni e malattie, allora, stando al pensiero dei santi Padri, è segno che il Signore non vede di buon occhio questa persona.

Adesso applica quanto detto a te. Il Signore volendo salvarti, amandoti, ti manda il mezzo necessario per tutti, senza eccezioni le afflizioni. E tu? Tu questo non lo capisci, ritieni le afflizioni inutili per te, addirittura dannose. E lo sono, ma non per la tua anima, ma per la tua decaduta peccaminosa natura, sono dannose per luomo antico, ma salvifiche per quello nuovo. Il nemico sa questo e ti turba, ti dà pensieri ingannevoli, impazienza, disperazione, ti fa accusare le persone, situazioni della vita, le autorità e così via. Tu devi capirlo questo, esserne consapevole con lesperienza e opporti al diavolo. Secondo la Parola di Dio, afflizioni e sofferenze nella vita terrena di un cristiano non solo non sono un male, ma un dono di Dio: Tramite Cristo, a voi è stata data la grazia non solo di credere in Lui, ma anche di soffrire per Lui (Lettera ai Filippesi; 1:29).

Le afflizioni necessarie per la salvezza delluomo possono essere intese dalla persona come più difficili o facili a seconda dello stato emotivo della persona. Se la persona prende in fede la Parola di Dio sulla necessità e inevitabilità delle afflizioni per la salvezza, se lui comprenderà i suoi innumerevoli peccati commessi con parole, fatti, pensieri, si riterrà completamente degno non solo delle afflizioni mandate, ma anche di molto più grandi, si farà umile davanti a Dio e persone allora le afflizioni diventeranno più leggere; e poi genereranno nella persona ciò, che è più prezioso al mondo con tutte le sue gioie terrestri, come secondo lApostolo Paolo: Che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che Lo amano.

Se luomo si lamenterà su afflizioni e malattie, cercherà il colpevole di queste afflizioni in mezzo alle persone, ai demoni, alle situazioni, comincerà con ogni mezzo a evitarli, allora il nemico lo aiuterà in questo, gli farà vedere colpevoli immaginari (le autorità, le regole, i vicini, ecc.), susciterà in lui lostilità e lodio verso di loro, il desiderio di vendetta, offendere e così via. E tramite questo porterà lanima di questa persona verso loscurità, la disperazione, il sentirsi senza speranza, il desiderio di andare in un altro posto, addirittura nascondersi sotto terra, pur di non vedere, non sentire i nemici immaginari, ma nella realtà dei fatti, ascoltando e deliziando il suo vero nemico mortale il diavolo, che gli ispira tutto questo male e che desidera rovinarlo, alle volte lo porta addirittura al suicidio, cioè la rovina sicura.

Se vuoi trovare la pace dellanima, la gioia e la vera salvezza sii umile sotto la forte mano di Dio, e Lui ti eleverà. Questo significa: accetta tutto quello che ti succede come dalle mani di Dio (e non da persone, demoni, situazioni e così via), poiché veramente tutto quello che capita con noi non può succedere senza la volontà di Dio. Persone e situazioni sono solo mezzi di Dio, che spesso non capiscono cosa fanno.

Il Signore Gesù Cristo ha annunciato a tutti, che il calvario della croce che Gli si avvicinava non era unopera degli uomini: farisei, scribi, Pilato, Giuda loro erano solo mezzi: Non dovrei bere il calice che Mio Padre mi ha dato? Il calice delle sofferenze a Gesù Cristo non lhanno dato gli uomini, ma il Padre Celeste, per lespiazione della decaduta umanità. E a tutti coloro, che vogliono salvarsi, il calice delle sofferenze lo dà il Signore, non le persone. Se il Signore ha sofferto per noi, dimmi, come noi possiamo non soffrire per i nostri innumerevoli peccati, che tra laltro nemmeno vediamo. Bisogna chiedere al Signore: Concedimi di vedere i miei peccati.

Se otterremo questo dono vedere i propri peccati, sentiremo tutto il loro peso, tutta linaccettabilità delluomo con i peccati per Dio, la necessità di ricevere dal Signore il perdono per loro e la purificazione della nostra anima lebbrosa con la forza di Dio allora ci prostreremo davanti al Signore, piangeremo molto davanti a Lui, come la donna peccatrice, e invocheremo con tutto il cuore come il pubblicano: O Dio, abbi pietà di me peccatore, Signore, fai di me ciò che vuoi, manda qualsiasi afflizione, solo perdona i miei peccati, purifica la mia anima lebbrosa, non privarmi del Tuo Regno Celeste, non mettermi nelle mani dei miei nemici i demoni.

Sii umile davanti a Dio, cioè, come il buon ladrone, dì con tutto il cuore: Avremo degnamente secondo quanto abbiamo fatto, abbi pietà di noi, o Signore, nel Tuo Regno. Non assimilarti allaltro ladrone, che si lamentava su tutti, si arrabbiava, accusava gli altri per le sue sofferenze e con questo appesantiva solo la sua condizione ed è morto. Mentre il buon ladrone ha capito la sua colpa, è diventato umile, si è rivolto al Signore, ed ha ottenuto la consolazione e il sollievo dei dolori, e la gioia della veloce liberazione dalle sofferenze e leterna beatitudine nel paradiso: oggi sarai con Me nel paradiso.

Il Signore ha fatto tutto per la nostra salvezza, vuole la salvezza per ogni peccatore, anche noi dobbiamo lavorare per la salvezza personale, sforzarsi a vivere, cioè agire, pensare, sentire così, come lo faceva il Signore Gesù Cristo e come insegnava nel Vangelo. Se anche tu cercherai di essere unallieva del Salvatore, vivere secondo i comandamenti del Vangelo, mentre pentirai sinceramente con il cuore per le violazioni volontarie o involontarie, e avrai il pentimento, cercherai di conservare la pace con il tuo prossimo, sarai umile davanti a loro, chiederai perdono per tutto, allora presto vedrai su di te la misericordia di Dio, dimenticherai tutte le tue afflizioni oppure le porterai facilmente e ringrazierai il Signore per quella sorte che Lui ti ha mandato. Imparate da Me, che sono mite e umile di cuore, e troverete la pace per le vostre anime.

E tu troverai la pace e il conforto non nel cambiamento del posto, ma solo nei comandamenti di Dio, soprattutto nella pace, umiltà, nel non accusare nessuno, pentimento e preghiera. Tu, evidentemente, preghi poco e malvolentieri. Impara a cercare la consolazione dal Signore nella preghiera e non ti allontanerai affamata.  



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